giovedì 2 luglio 2009

Cedimento strutturale di un asse del carrello del treno. Ecco la causa

Attualmente, la causa più probabile dell'incidente è attribuita al cedimento strutturale di un asse del carrello del primo carro deragliato nella zona d'intaglio per fatica ciclica a flessione rotante(cricca della boccola). La sezione resistente si era ridotta del 90% circa. L'asse ha cominciato a cedere circa 500 metri prima dal luogo dell'esplosione, accertato da evidenti righe lungo il binario destro. Il surriscaldamento eccessivo delle boccole di un treno è un problema di esercizio largamente conosciuto nell'ambiente ferroviario internazionale e appositamente controllato.

In Italia in particolare il controllo visivo delle boccole dei treni transitanti nelle varie stazioni (che quando si surriscaldano sono chiaramente evidenti per il loro cambiamento di colore), insieme al controllo visivo del corretto posizionamento “in sagoma” dei materiali trasporti è sempre stato assicurato dal personale che presenzia gli impianti. Tuttavia il susseguirsi dell'impresenziamento o disabilitazione degli impianti unito ai miglioramenti tecnologici in materia di controllo remoto di particolari condizioni di esercizio, ha permesso lo sviluppo dei sistemi di rilevamento della temperatura delle boccole dei treni (impianti R.T.B. ossia rlievo temperatura boccole). La dislocazione di detti impianti lunga la rete (in particolare la distanza tra gli stessi), insieme alle norme attinenti al loro esercizio, alla loro manutenzione e ai comportamenti da seguire in caso di messa “fuori servizio” di detti sistemi a causa di possibili guasti, sono state regolamentati con apposite norme dal Ministero dei Trasporti e fatti propri e ratificati dal gestore dell'infrastruttura ferroviaria nazionale (RFI SpA) con apposite Dispozioni (riordinate e verificabili nel sito della stessa società).

Sarà ora cura della magistratura appurare se vi siano state delle falle nel controllo di detto inconveniente di esercizio da parte di RFI o se sia stata invece una legislazione troppo “econonica” (con impianti RTB troppo poco frequenti), a scatenare lo stesso (in particolare basti pensare come dato limite, che il sistema degli impianti RTB nelle zone di confine è stato concepito tendendo a controllare solo i treni entranti nella rete italiana e non quelli uscenti).





mercoledì 1 luglio 2009

Contestato Silvio Berlusconi durante il suo sopralluogo a Viareggio

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, costantemente informato del disastro per tutta la mattinata dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, e dal responsabile della Protezione Civile, Guido Bertolaso, è arrivato nel pomeriggio a Viareggio e ha effettuato un sopralluogo alla stazione. Il premier si è soffermato con i vigili del fuoco chiedendo spiegazioni sul tipo di intervento che si sta realizzando ed è passato davanti alle abitazioni che sono crollate e dove si cercano ancora alcuni dispersi. Al suo arrivo nella zona dell’incidente in Largo Risorgimento Berlusconi è stato contestato da un piccolo gruppo di cittadini. Dopo momenti di tensione tra chi protestava e alcuni gruppi di sostenitori del premier, il presidente del Consiglio è stato applaudito. Poi diretto al Municipio. La visita è durata circa 15 muniti. «Il governo già nel prossimo Consiglio dei ministri decreterà lo stato di emergenza e stanzierà i soldi necessari per la ricostruzione delle case distrutte, che sarà nostra al cento per cento» ha successivamente spiegato il premier durante una conferenza stampa al comune di Viareggio.

In Toscana è arrivato anche il ministro dell'Interno, Roberto Maroni. «Se scopriremo che le norme per la sicurezza nel trasporto dei materiali pericolosi non sono adeguate - ha affermato il responsabile del Viminale - le cambieremo. Anche in Europa». Dal canto suo, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, ha nominato una Commissione di inchiesta. Intanto è stato reso noto che il governo riferirà mercoledì alla Camera sull'accaduto.

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, «profondamente colpito dal catastrofico incidente», in una telefonata al sindaco ha espresso i suoi sentimenti di «partecipazione al dolore delle tante famiglie colpite e di vicinanza all'intera cittadinanza».

Appresa la notizia dell'incidente, anche Benedetto XVI ha espresso «profonda partecipazione» al «dolore che colpisce l'intera città».












martedì 30 giugno 2009

Racconti dei testimoni

Drammatiche le testimonianze sul luogo dell'incidente ferroviario avvenuto la notte scorsa alla stazione di Viareggio. Chi ha visto racconta di un groviglio di corpi e lamiere. E quell’odore di carne umana bruciata che nessuno si dimenticherà più.
Ero in camera da letto - racconta Alessandro Del Lupo, commerciante viareggino che abita vicino alla ferrovia - stavo chiudendo la finestra quando ho sentito lo stridore di una frenata e ho visto che dal treno merci che passava si alzava una nuvola bianca altissima. L'ho capito dopo, era gas e all'improvviso è diventato fuoco, un muro di duecento metri, io sono stato sbalzato indietro, ho sentito almeno tre esplosioni una dopo l'altra". Alessandro ha un negozio lungo l'Aurelia, vende scale: "Non ci ho pensato un secondo sono andato a prenderne una e ho scavalcato il muro per soccorrere la gente delle case che si erano incendiate o che erano in parte crollate. Ho visto due ragazze già morte sotto le macerie, si sentivano le grida di un ragazzo che aveva una gamba incastrata e che temeva di bruciare. Io versavo dell'acqua su una trave che lo bloccava, ma se non fossero intervenuti subito i vigili del fuoco non si sarebbe salvato". Grida, gente che chiede aiuto.

Nel crollo di una delle abitazioni di via Ponchielli si è salvato un bambino: "Sono stati i cani dell'unità cinofila di Forte dei Marmi a trovarlo - racconta un volontario della Misericordia - era ancora nel suo letto, al primo piano, dietro al muro della stanza il resto della casa era crollato. Era cosciente, ha detto il suo nome, aveva ferite e ustioni in diverse parti del corpo".

"Ho visto quel treno arrivare veloce - racconta un altro testimone - entrare nella stazione e frenare senza riuscire a fermare la corsa. Mandava scintille dalle ruote, poi ad un certo momento dev'essere deragliato perché partivano dei sassi e dopo sono venute le esplosioni. Ho sentito un ferroviere che diceva che potrebbe esserci stato un problema di surriscaldamento dei freni, un guasto... ma non so dire...". Carmine Rango, ha visto arrivare il treno merci alla stazione di Viareggio: "Dopo la frenata si è alzata una nuvola bianca e poi il boato delle esplosioni. Vicino alla stazione ho visto un uomo con una camicia bianca che urlava "perché va così veloce?". Subito dopo è esploso tutto".
Ce ne sono tante altre di storie che emergono dalle testimonianze successive all'esplosione, alcune hanno un lieto fine, altre non sono altro che tragedie. Vediamone alcune:
Padre salta nel vuoto e salva il figlio - Ha abbracciato il figlioletto di 8 anni e si è lanciato nel vuoto da una tettoia alta alcuni metri per sfuggire alle fiamme. Il bimbo è rimasto quasi illeso tranne un taglio alla testa, il padre è stato operato d'urgenza all'ospedale della Versilia per un trauma toracico dovuto alla drammatica caduta. Un trauma occorsogli proprio per proteggere il bambino nel volo dall'alto. Il bambino ora è ricoverato nel reparto di pediatria e se la caverà senza problemi. Più difficili le condizioni di un altro bimbo di 8 anni, con forti ustioni al volto, ricoverato anche lui nello stesso reparto. Nello scoppio ha perso un fratellino e la madre che era stata inizialmente trasferita all'ospedale di Pisa; il padre è ricoverato in gravi condizioni nello stesso ospedale.

Salvato un disabile avvolto dalle fiamme - Tra gli ustionati gravissimi c'è anche un disabile colpito di Sla (Sclerosi laterale amiotrofica), intrappolato nella sedia a rotelle mentre le fiamme dello scoppio lo raggiungevano. È una delle persone tratte in salvo dai vigili del fuoco e trasportato in una delle postazioni mediche avanzate prima del trasferimento all'ospedale Versilia. Il disabile, a causa della sua condizione, non ha potuto mettersi in salvo da solo e, secondo quanto appreso, si trova ricoverato nel reparto di terapia intensiva e le sue condizioni sarebbero molto gravi.
Il nonno del bimbo morto - Un nonno, straziato dal dolore davanti al cadavere del nipote, gridava ai soccorritori: "Fatemelo vedere, fatemelo vedere". È la scena raccontata da alcune persone presenti al momento del ritrovamento del cadavere carbonizzato di un bambino. È stato estratto dall'auto che era parcheggiata davanti ad uno degli edifici distrutti dall’incendio.
Una ragazza si strappava i vestiti di dosso - Una ragazzina con i vestiti in fiamme e un signore scaraventato in un cassonetto dallo spostamento d'aria. Sono alcune delle scene raccontate dai testimoni dell'esplosione avvenuta nella stazione di Viareggio. Altri abitanti della zona hanno descritto una ragazzina che, raggiunta dalle fiamme mentre era in sella al suo motorino, ha gettato a terra lo scooter cercando di liberarsi dei vestiti che le stavano andando a fuoco.
Difficoltà per i riconoscimenti delle salme - Nella sala d'aspetto del pronto soccorso si avvicendano viareggini, ma anche stranieri alla ricerca di notizie di congiunti e conoscenti. "La persona deceduta da noi - ha spiegato il direttore del pronto soccorso Sergio Milletti - è stata riconosciuta dalla sorella grazie ad una catenina perché il corpo era completamente ustionato e ci sono ancora persone da identificare anche tra i feriti; per gli extracomunitari questo compito è ancora più difficile".
Il cielo è diventato arancione - Poco distante un signore, raggiunto dall'onda d'urto, è stato scaraventato all'interno di un cassonetto e sembra che, nell'urto, abbia perso una gamba.Manuela, che abita vicino alla stazione, ha detto di avere sentito un gran botto e di avere visto tavoli e finestre tremare. "Mi sono affacciata - ha raccontato - e ho visto il cielo di colpo diventare di colore arancione, poi le fiamme e una forte esplosione".


Treno esplode in stazione: terrore a Viareggio

Alle 23:48 del 29 giugno 2009, il treno merci 50325 Trecate-Gricignano, con il suo convoglio di quattordici carri cisterna contenenti GPL, deraglia a causa del cedimento del carrello del primo carro cisterna, che trascina fuori dai binari altri quattro carri. Solo dal primo carro, la cui cisterna viene perforata da un picchetto di segnalazione posizionato lungo la massicciata, fuoriesce il gas GPL che al contatto con l'ossigeno e alla prima possibilità d'innesco è esploso.
Il deragliamento si è verificato in corrispondenza del sovrappasso pedonale che scavalca il fascio binari sud della stazione ferroviaria, collegando via Burlamacchi con via Ponchielli. I vigili del fuoco sono giunti in forze sul luogo dell'incidente insieme a carabinieri, polizia, guardia di finanza, personale medico del 118,volontari della protezione civile e, da Lucca, anche il nucleo batteriologico.